Sordi, Alberto PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 14 Luglio 2010 15:10

Alberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 25 febbraio 2003) è stato un popolare attore, regista, cantante e doppiatore italiano.

Importante interprete della storia del cinema italiano, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni fu uno dei "mostri" della commedia all'italiana nonché, insieme ad Aldo Fabrizi, rappresentante della romanità. Si è cimentato anche in ruoli drammatici dove ha dato prova della sua versatilità di attore.

 

Nel cinema per oltre dieci anni interpreta ruoli minuscoli e poco significativi in una ventina di film, ad eccezione di quello sostenuto in I tre aquilotti di Mario Mattòli, dove era tra i protagonisti, nel film di Mastrocinque sopra accennato, e ha anche l'occasione di lavorare con il grande attore genovese Gilberto Govi e un giovane Walter Chiari nel ruolo di un impresario argentino nel film Che tempi!, versione cinematografica della commedia teatrale Pignasecca e Pignaverde di Emerico Valentinetti.Era, però, comunque un Alberto Sordi mediocre, bruttarello, con due baffetti appiccicati per forza, che appariva in parti scolorite e a lui inadatte, quasi al limite dello stucchevole.

Si fa notare nel 1951 con una pellicola sceneggiata da Cesare Zavattini, prodotta e in massima parte diretta in forma anonima da Vittorio De Sica, Mamma mia che impressione!, che pur trasportando nel cinema il modello di recitazione tutto verbale sperimentato in radio, contribuì a creare un personaggio assai originale (il Compagnuccio della Parrocchietta) che ripropose poi in altri lavori minori. Era comunque un Sordi poco convincente, estremamemte gigione che non salvò il film da una caduta rovinosa soprattutto economicamente parlando.

Tra questi film misconosciuti è senz'altro da citarne uno, considerato perduto e ritrovato fortunosamente nel giugno 2003 dalla Cineteca di Bologna in una copia incompleta e pubblicato in DVD: Via Padova 46, diretto nel 1953 da Giorgio Bianchi, dove Sordi interpretò il ruolo di un vicino di casa petulante oltre ogni misura e gran scocciatore di un modesto impiegato (Peppino De Filippo) tutto proteso alla ricerca di un'avventura galante con una bella donna.

 

Tra il 1952 e il 1955 la popolarità di Sordi esplose sul grande schermo, dapprima con due film diretti da Federico Fellini, Lo sceicco bianco (1952) e I vitelloni (1953), e poi con alcuni diretti da Steno, Un giorno in pretura (1953), Un americano a Roma (1954) e Piccola posta (1955), dove costruisce il tipo del ragazzo un po' vigliacco, carogna, approfittatore, indolente e scansafatiche, infantile e qualunquista che lo accompagnerà per tutti gli anni cinquanta. Lo sceicco bianco ebbe un esiguo successo di pubblico. Maggiore successo ebbe con il ruolo, non protagonista, ne "I vitelloni". Il successo ed il favore presso il grande pubblico iniziò, però, di fatto, interpretando il personaggio di Ferdinando (detto Nando) Mericoni in "Un giorno in pretura". Con "America' facce Tarzan" la popolarità dell'interpretazione fu tale che il personaggio venne sviluppato,ribadito e consacrato in "Un americano a Roma", trionfo travolgente ed autentico al botteghino.

La popolarità divenne molto consistente, nonostante ancora pochi anni prima fosse molto controversa (i noleggiatori delle pellicole avevano richiesto che il suo nome non comparisse sui manifesti de "I vitelloni" a causa della presunta modesta simpatia presso il pubblico cinematografico, anche perché "Lo sceicco bianco" fu un vero flop, soprattutto di critica) ma fortunatamente la caparbia fiducia che Fellini aveva nelle capacità Sordiane fece si che il malinconico e cinico personaggio di "Alberto" nei "Vitelloni" lo lanciasse nell'Olimpo dei divi e quindi Sordi si trovò, di lì in avanti, a recitare senza soluzione di continuità, arrivando a girare sino a 10 pellicole l'anno.

 

È praticamente impossibile enumerare tutte le sue interpretazioni, ma si devono citare almeno alcuni personaggi che hanno fatto la storia della nostra commedia: tra questi il maestro elementare supplente Impallato, che scopre per caso un allievo prodigio nel canto lirico e lo sfrutta per ottenere riconoscimenti e ricchezza in Bravissimo (1955) di Luigi Filippo D'Amico, il gondoliere rivale in amore di Nino Manfredi in Venezia, la luna e tu (1958) di Dino Risi, il marito vessato dalla moglie e colmo di debiti ne Il vedovo (1959) sempre diretto da Risi insieme a una strepitosa Franca Valeri (una delle poche attrici brillanti, oltre Monica Vitti e Silvana Mangano, che hanno saputo duettare insieme a lui ad alti livelli recitativi, con classe ed eleganza), lo spregevole componente di una commissione censoria che giudica impietosamente manifesti e film piccanti e nel privato recluta a fini immorali ballerine di night-club ne Il moralista (1959) di Giorgio Bianchi.

 

Afflitto durante l'intera stagione invernale da forme di polmonite e bronchite, Alberto Sordi si spegne nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2003, all'età di 82 anni. La salma viene traslata nella sala delle armi del Campidoglio, dove per due giorni riceve l'omaggio ininterrotto di una folla immensa; il 27 febbraio si svolgono i funerali solenni nella Basilica di San Giovanni in Laterano, davanti a circa 500 mila persone. L'Albertone nazionale ricevette in morte quell'omaggio nello sfarzo e nella pompa magna che in vita aveva sempre rifuggito.

Verrà poi tumulato nella tomba di famiglia. La vita privata di Sordi è stata sempre condotta con estremo garbo e riservatezza: nessun legame sentimentale, nessun matrimonio contratto, nessuno sfarzo né lussi: ha vissuto sempre in casa insieme alle sorelle Savina (deceduta nel 1972) e Aurelia (nata nel 1917), con il fratello Giuseppe (Roma, 1915 - Livorno, 24 agosto 1990), suo amministratore e con la segretaria Annunziata che oggi sovrintende il suo archivio personale.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 22:40
 

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