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Arancia rompicoglioni e Arancia 5° puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 15 Luglio 2010 21:18

L'arancia rompicoglioni si trova davanti ad un avversario difficile e molto ostile: UN'ALTRA ARANCIA.

L'avversario è combattivo e fastidioso ma viene eliminato ma all'improvviso....

 


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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 21:32
 
Arancia rompicoglioni e Santa Clause 4° puntata PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Luglio 2010 20:54

E finalmente anche al paese dell'arancia rompicoglioni arriva il Natale ma il frutto scassamaroni essendo tale non si merita i regali che Santa Clause o in italiano Babbo Natale porta a tutti.

Guardate il video:


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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 21:22
 
Arancia rompicoglioni e pomodoro 3° puntata PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Luglio 2010 20:45

L'arancia stavolta crede che sia tornato Mela ma invece non è così.

Il pomodoro è un frutto o un ortaggio?


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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 21:03
 
Arancia rompicoglioni e Zucca 2° puntata PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Luglio 2010 20:33

La seconda vittima dell'arancia più rompicoglioni di tutto il mondo è una Zucca che già è stata sballottata da tutte le parti.

Pensa di aver trovato un posto tranquillo e sereno ma invece viene torturata non solo dall'arancia....

 


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Arancia rompicoglioni e Mela 1° puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 15 Luglio 2010 20:20

Nono non siete pazzi, è verissimo questa frutta parla, urla!

Quest'oggi pubblicheremo sul sito le avventure dell'arancia rompicoglioni.

Nel primo video il mal capitato è Mela.

L'unica pecca è il finale che non è di certo lieto.

 

Vi lascio al video!


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Sordi, Alberto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 14 Luglio 2010 15:10

Alberto Sordi (Roma, 15 giugno 1920 – Roma, 25 febbraio 2003) è stato un popolare attore, regista, cantante e doppiatore italiano.

Importante interprete della storia del cinema italiano, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni fu uno dei "mostri" della commedia all'italiana nonché, insieme ad Aldo Fabrizi, rappresentante della romanità. Si è cimentato anche in ruoli drammatici dove ha dato prova della sua versatilità di attore.

 

Nel cinema per oltre dieci anni interpreta ruoli minuscoli e poco significativi in una ventina di film, ad eccezione di quello sostenuto in I tre aquilotti di Mario Mattòli, dove era tra i protagonisti, nel film di Mastrocinque sopra accennato, e ha anche l'occasione di lavorare con il grande attore genovese Gilberto Govi e un giovane Walter Chiari nel ruolo di un impresario argentino nel film Che tempi!, versione cinematografica della commedia teatrale Pignasecca e Pignaverde di Emerico Valentinetti.Era, però, comunque un Alberto Sordi mediocre, bruttarello, con due baffetti appiccicati per forza, che appariva in parti scolorite e a lui inadatte, quasi al limite dello stucchevole.

Si fa notare nel 1951 con una pellicola sceneggiata da Cesare Zavattini, prodotta e in massima parte diretta in forma anonima da Vittorio De Sica, Mamma mia che impressione!, che pur trasportando nel cinema il modello di recitazione tutto verbale sperimentato in radio, contribuì a creare un personaggio assai originale (il Compagnuccio della Parrocchietta) che ripropose poi in altri lavori minori. Era comunque un Sordi poco convincente, estremamemte gigione che non salvò il film da una caduta rovinosa soprattutto economicamente parlando.

Tra questi film misconosciuti è senz'altro da citarne uno, considerato perduto e ritrovato fortunosamente nel giugno 2003 dalla Cineteca di Bologna in una copia incompleta e pubblicato in DVD: Via Padova 46, diretto nel 1953 da Giorgio Bianchi, dove Sordi interpretò il ruolo di un vicino di casa petulante oltre ogni misura e gran scocciatore di un modesto impiegato (Peppino De Filippo) tutto proteso alla ricerca di un'avventura galante con una bella donna.

 

Tra il 1952 e il 1955 la popolarità di Sordi esplose sul grande schermo, dapprima con due film diretti da Federico Fellini, Lo sceicco bianco (1952) e I vitelloni (1953), e poi con alcuni diretti da Steno, Un giorno in pretura (1953), Un americano a Roma (1954) e Piccola posta (1955), dove costruisce il tipo del ragazzo un po' vigliacco, carogna, approfittatore, indolente e scansafatiche, infantile e qualunquista che lo accompagnerà per tutti gli anni cinquanta. Lo sceicco bianco ebbe un esiguo successo di pubblico. Maggiore successo ebbe con il ruolo, non protagonista, ne "I vitelloni". Il successo ed il favore presso il grande pubblico iniziò, però, di fatto, interpretando il personaggio di Ferdinando (detto Nando) Mericoni in "Un giorno in pretura". Con "America' facce Tarzan" la popolarità dell'interpretazione fu tale che il personaggio venne sviluppato,ribadito e consacrato in "Un americano a Roma", trionfo travolgente ed autentico al botteghino.

La popolarità divenne molto consistente, nonostante ancora pochi anni prima fosse molto controversa (i noleggiatori delle pellicole avevano richiesto che il suo nome non comparisse sui manifesti de "I vitelloni" a causa della presunta modesta simpatia presso il pubblico cinematografico, anche perché "Lo sceicco bianco" fu un vero flop, soprattutto di critica) ma fortunatamente la caparbia fiducia che Fellini aveva nelle capacità Sordiane fece si che il malinconico e cinico personaggio di "Alberto" nei "Vitelloni" lo lanciasse nell'Olimpo dei divi e quindi Sordi si trovò, di lì in avanti, a recitare senza soluzione di continuità, arrivando a girare sino a 10 pellicole l'anno.

 

È praticamente impossibile enumerare tutte le sue interpretazioni, ma si devono citare almeno alcuni personaggi che hanno fatto la storia della nostra commedia: tra questi il maestro elementare supplente Impallato, che scopre per caso un allievo prodigio nel canto lirico e lo sfrutta per ottenere riconoscimenti e ricchezza in Bravissimo (1955) di Luigi Filippo D'Amico, il gondoliere rivale in amore di Nino Manfredi in Venezia, la luna e tu (1958) di Dino Risi, il marito vessato dalla moglie e colmo di debiti ne Il vedovo (1959) sempre diretto da Risi insieme a una strepitosa Franca Valeri (una delle poche attrici brillanti, oltre Monica Vitti e Silvana Mangano, che hanno saputo duettare insieme a lui ad alti livelli recitativi, con classe ed eleganza), lo spregevole componente di una commissione censoria che giudica impietosamente manifesti e film piccanti e nel privato recluta a fini immorali ballerine di night-club ne Il moralista (1959) di Giorgio Bianchi.

 

Afflitto durante l'intera stagione invernale da forme di polmonite e bronchite, Alberto Sordi si spegne nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2003, all'età di 82 anni. La salma viene traslata nella sala delle armi del Campidoglio, dove per due giorni riceve l'omaggio ininterrotto di una folla immensa; il 27 febbraio si svolgono i funerali solenni nella Basilica di San Giovanni in Laterano, davanti a circa 500 mila persone. L'Albertone nazionale ricevette in morte quell'omaggio nello sfarzo e nella pompa magna che in vita aveva sempre rifuggito.

Verrà poi tumulato nella tomba di famiglia. La vita privata di Sordi è stata sempre condotta con estremo garbo e riservatezza: nessun legame sentimentale, nessun matrimonio contratto, nessuno sfarzo né lussi: ha vissuto sempre in casa insieme alle sorelle Savina (deceduta nel 1972) e Aurelia (nata nel 1917), con il fratello Giuseppe (Roma, 1915 - Livorno, 24 agosto 1990), suo amministratore e con la segretaria Annunziata che oggi sovrintende il suo archivio personale.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 22:40
 
Troisi Massimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Luglio 2010 23:58

« Comm'aggio accuminciato? Ecco... io ero 'nu guaglione... ero andato a vedere un grande film. Si trattava di Roma città aperta, chillo grande lavoro di Rossellini. Me n'ero uscito da o'cinema con tutte quelle immagini dint'a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato 'nu mumento e m'aggio ditto... "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra".»

Massimo Troisi (San Giorgio a Cremano, 19 febbraio 1953 – Roma, 4 giugno 1994) è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano.. Candidato all'Oscar al miglior attore e all'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Il postino. Ha saputo esplorare le tradizioni napoletane seguendo le orme linguistiche ed artistiche di Eduardo De Filippo e Totò, ma rinnovandole con contenuti e capacità recitative del tutto originali.

 

Nel 1972, insieme ad alcuni amici, si stabilisce all'interno di un garage a San Giorgio a Cremano chiamato Centro Teatro Spazio ed inizia a recitare sul palcoscenico proponendo recite pulcinellesche tipiche della tradizione teatrale napoletana. Con l'aggregarsi di Enzo Decaro, nel 1977 fonda il gruppo "I Saraceni" divenuto in seguito La Smorfia, assumendone il ruolo di 'leader. Il trio inizia a recitare al Teatro Sancarluccio e subito ottiene un grande successo, che gli consente di approdare al cabaret romano La Chanson e ad altri spettacoli comici in tutta Italia. Dopo una breve parentesi radiofonica con la trasmissione Cordialmente insieme, la televisione li consacra definitivamente alla celebrità; partecipano così a Non Stop (1977), La Sberla (1978) e Luna Park (1979) diretti dai registi televisivi Enzo Trapani ed Eros Macchi.

 

Scompare prematuramente, a quarantuno anni, per un fatale attacco cardiaco, conseguente a febbri reumatiche di cui soffriva sin dall'età di dodici anni. Alla sua figura e alla sua recitazione è legata una quasi ingenua spontaneità di espressione, mostrata sempre davanti la macchina da presa e in altre situazioni pubbliche. Ad un anno dalla sua morte, a San Giorgio a Cremano è stato istituito un premio in sua memoria, il Premio Massimo Troisi, e gli è stato dedicato un museo.

 

Ma noi di Quizshow amiamo ricordarlo così:


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Pillola di divertimento

Allo stadio sono seduti uno vicino all”altro un professore e un contadino burino. Ad un certo punto il contadino urla:
- Arbitrooooo, LU cartellino giallooooo!!!
Il professore lo apostrofa dicendo:
- Ma che modi sono questi? Guardi che si dice IL cartellino e non LU cartellino!
Dopo 5 minuti…
- A guardaliiiiii” LU fallo lateraleeeeee!!!
E il professore:
- Ma insomma! Ancora lei? Si dice IL fallo lateralee non LU fallo laterale. Lei è proprio uno zotico. Io sono il professor De Magistris e non posso più tollerare. Scusi, lei come si chiama?
- Chi io? – risponde il burino – Io me chiamo ILCIANO.
Il professore:
- ILCIANO??? Ma che razza di nome è?
- Mbeh… si te dico LUCIANO te ”ncazzi!!!




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